Acqua, Sapone, Glicerina
Paesaggio marino giocato sulle tonalità blu cerulee.
La tela è divisa idealmente in tre parti: all'estremità sinistra campeggia una lunga bolla di sapone, simile a quelle che fanno i pagliacci al circo; specularmente, sulla destra, galleggia sul mare una sfera al cui interno si intravedono, quasi come in una lente di ingrandimento, ancora un paesaggio marino (questa volta dalle tonalità brune, gialle e rosate) e i cavalloni di un mare in burrasca. Bolle di sapone volteggiano sopra e sotto la linea dell'orizzonte, come a evocare il sole, le montagne, gli scogli. Il mare, calmo all'orizzonte, si agita nella parte bassa della tela, dove un'enorme bolla, infrangendosi sulle onde, lascia una scia spumeggiante sull'acqua.
Sotto l'apparente levità del dipinto, sono riconoscibili diversi contrasti: l'enorme bolla sulla sinistra, deforme nella sua corposità, proietta sull'insieme una luce inquietante e contrasta con la leggerezza evanescente delle bolle che aleggiano sulla metà di destra; solo due elementi sembrano, in maniera differente, avere analoga corposità: la sfera che galleggia sull'acqua e in cui si riflette una ben diversa marina, ma soprattutto la bolla che con il suo peso solleva schizzi e schiuma, gettandosi nelle onde nella parte bassa della tela. Pesantezza e leggerezza, pieni e vuoti, movimento e stasi, tensione verso l'alto e spinta al basso sono i poli intorno ai quali ruota il soggetto dell'opera. Nell'armonia di tonalità calde, brune e ambrate, e fredde, blu, grigie e cerulee e nel gioco delle trasparenze, l'artista ha forse inteso rappresentare l'opposizione e la fusione degli elementi naturali: l'acqua, l'aria, la terra: il bruno della terra si fonde con il ceruleo della distesa marina e del cielo, in una fusione così completa che le stesse bolle volteggianti nell'aria sono ombreggiate di un soffuso e tenue bruno e, pur nella loro essenza aerea, hanno qualcosa della concretezza della terra, tanto da evocare montagne e scogli e da produrre scie di schiuma al loro infrangersi in mare.I due opposti di movimento e stasi, tensione all'alto e naturale attrazione al basso costituiscono la chiave di lettura del dipinto: alla grottesca bolla che si allunga e si deforma, incapace di levarsi a volo sulla sinistra, fanno da pendant le bolle, che volteggiano quasi dimentiche della loro essenza terrestre, sulla destra; al moto dei cavalloni che sollevano pesanti creste verso il cielo all'interno della sfera in alto, fa riscontro in basso la bolla che cade infrangendosi in mare e producendo a sua volta una scia d'acqua in moto. D'altra parte, nel gioco delle simmetrie, la bolla che cade in mare, E'opposto speculare della sfera che galleggia e al cui interno il mare si solleva verso un cielo che ha i colori della terra: bruno, ambra, giallo, rosato, si fondono all'interno di questa sfera, figura simbolo della perfezione cosmica, con striature di blu, in un effetto alba, quasi a suggerire l'armonia degli elementi naturali e il loro trapassare dell'uno nell'altro.
Paola Aretini
Interferenza
Helios: Oro e Argento; Cielo di Marzo

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